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sabato 21 aprile 2012

Il restauro nell'antichità classica
Nell'epoca classica il restauro, come lo intendiamo noi oggi, non esisteva ancora, si trattava per lo più di conservazione, manutenzione e adattamento di monumenti, statue, dipinti. etc...  Per esempio quando i romani conquistavano un nuovo popolo, oltre ad imporre i propri usi e costumi, imponevano anche la propria architettura andando a recuperare le preesistenze per adattarle alle proprie esigenze.

Poteva altresì accadere che alcuni cantieri durassero 50-60 anni, poteva essere abbandonato e poi ripreso 10 anni più tardi restaurando le preesistenze e portandolo a conclusione o continuandolo secondo il gusto con cui era stato iniziato o trovando un compromesso tra vecchio e nuovo.


L'opera d'arte secondo i classici era considerata tale soltanto quando soddisfava 3 requisiti:
1) doveva essere realizzata con i migliori materiali disponibili
2) l'artista doveva procedere ad un eseguzione perfetta senza errori
3) l'opera doveva avere una grande durabilità
L'ultimo requisito non sempre poteva essere soddisfatto in quanto il bene era soggetto a terremoti, saccheggi etc..
Se l'opera non era gravemente danneggiata veniva posta in manutenzione e ricostruite le parti mancanti, diversamente se l'opera era irrecuperabile, si demoliva e la si ricostruiva tale e quale poichè per i romani la copia aveva lo stesso valore dell'originale.

Esempi
 Statua equestre dell'imperatore Domiziano-Nerva mirabile esempio di riutilizzo di un monumento romano. Quando all'imperatore Domiziano succede Nerva, egli decide di appropriarsi della statua decapitandola e facendo collocare una nuova testa con il proprio volto.



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